Secondo la Commissione Onu sul commercio internazionale

Secondo la Commissione Onu sul commercio internazionale

S’avanza uno strano capitalista

Per i liberoscambisti come chi scrive non c’è discussione: il mercato dei capitali piumini moncler outlet deve essere libero e più le imprese sono contendibili e passano di mano, più sono i benefici per l’economia e la società nel suo insieme.

Proprietari inefficienti o demotivati vengono sostituiti da nuovi investitori, più capaci e motivati. Non solo moncler outlet online uomo si creano sinergie, ma si diffonde la tecnica e l’innovazione: quanto di buono c’è nella società acquisita si trasmette al compratore e quest’ultimo avrà piumini moncler saldi tutto l’interesse a diffondere le sue migliori pratiche alla sua nuova impresa. moncler uomo La possibilità di realizzare un guadagno dalla vendita delle proprie partecipazioni azionarie spingerà i soci a dare il massimo, e la prospettiva per i manager di essere congedati dai soci subentranti se moncler outlet trebaseleghe inefficienti o premiati se bravi, ridurrà i cosiddetti costi di agenzia, quelli che moncler donna sorgono per piumini moncler uomo minimizzare la divergenza di scopi tra chi gestisce e chi controlla l’impresa.

Certamente in alcuni casi fusioni ed acquisizioni si rivelano un https://www.moncleroutlet-i.org insuccesso, ma questo fa parte del normale procedere per tentativi ed errori di moncler bambino outlet un’economia libera. impossibile immaginare che un Grande Pianificatore sarebbe in grado di decidere dalla sua posizione privilegiata ed illuminata quali aziende devono unirsi, quali collaborare e quali rimanere indipendenti. Impossibile immaginarlo, ma nella pratica alcuni governi sembrano avere questa ambizione.

Nonostante ciò, le rimostranze che si sono recentemente levate per l’ingresso dei cinesi in Pirelli assomigliano a quelle già sentite per l’arrivo dei francesi in moncler outlet online shop Parmalat o Bulgari, dei russi in Lucchini o dei giapponesi in Ansaldo.

Sono lamentele che partono dal concetto che l’Italia stia “svendendo” le sue industrie “strategiche” (definizione che ognuno adatta alle sue esigenze, ovviamente) per lasciarle nelle mani di avidi stranieri che o le smantelleranno o priveranno l’Italia del know how finora accumulato. Naturalmente si tratta di esagerazioni che non hanno nulla moncler outlet a che fare con la realtà.

In primis, perché la quota di investimenti diretti esteri in Italia in percentuale al Pil è sotto il 20 per cento mentre la media dei paesi europei sfiora il 50 per cento. Secondo la Commissione Onu sul commercio internazionale (Unctad), anche i flussi in entrata nel 2012 2013 sono stati di appena 17 miliardi di euro (nello stesso periodo il Regno Unito ha attratto 83 miliardi, per dire), laddove quelli dall’Italia all’estero hanno raggiunto i 40 miliardi. Uno studio della McKinsey, peraltro, rileva che se riuscissimo ad avere una media di investimenti esteri annui pari a quella francese (37 miliardi), il nostro Pil crescerebbe di uno 0,6 per cento in più. Quindi la ricetta è attrarre capitali, non spaventarsi quando arrivano.

Rimane un solo dubbio. Noi siamo abituati a pensare al flusso di denaro estero come motivato outlet moncler dalla ricerca di profitto e quindi foriero di miglioramenti per l’impresa italiana moncler saldi outlet acquisita. Tuttavia, da qualche anno si sono affacciati nel moncler bambino saldi mercato delle acquisizioni mondiali dei soggetti nuovi, le società pubbliche e i fondi sovrani, fondi di investimento di proprietà dei governi. Secondo l’Unctad le grandi multinazionali di proprietà statale moncler outlet serravalle sono 550 e possiedono beni stranieri per 2.000 miliardi di dollari. Finché tali moncler saldi uomo entità si muovono con logiche industriali e scopo di lucro tutto ciò non rappresenta un problema, né se si limitano ad investire in settori piumini moncler scontatissimi dove c’è piena libertà di accesso al mercato e non vi siano monopoli naturali o produzioni delicate (armi, per esempio). Ma che fare quando la logica di questi investitori diventa politica, vale a dire essi agiscono come fiduciari dei governi dai quali sono posseduti per influenzare moncler saldi le scelte del paese ospite? E se questi moncler bambino saldi governi non piumini moncler sono né alleati né rispettosi del diritto internazionale?

In altre parole è urgente pensare a regole di governance che riducano al minimo pure i conflitti di interessi “politici” oltre a quelli finanziari e commerciali. Senza essere troppo pessimisti, ma in fondo fu Lenin a sentenziare che i capitalisti ci venderanno la corda con cui impiccarli. Non andò così, fortunatamente: ora infatti la vogliono comprare.